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4 dicembre 2007
How to mantle an atomic bomb!

di Loska 


'era una volta l'albero azzurro (visitate a vostro rischio e pericolo), un programma per bambini lontano dai canoni a cui la modernità ci ha abituato, che con la giusta dose di stupidità, tra le tante altre cose, spiegava ai telespettatori come costruire piccoli oggetti di vita quotidiana utilizzando scarti di materiale casalingo. Il padre spirituale del muciaccianesimo dei giorni nostri, in poche parole. Ma effettivamente, ai giorni nostri come sarebbe "L'albero azzurro"? Cosa imparerebbero a costruire - con l'ausilio solo di qualche oggetto da casa e del mitico "scatolone fabbricone" - i nostri figli? Non possiamo saperlo con sicurezza, ma basta fare un giro sullo specchio della ggggioventù più usato dalle redazioni di quotidiani online (ogni riferimento a Repubblica.it è puramente casuale) per capire cosa dovrebbe interessare davvero al bimbo moderno dai 3 ai 6 anni per crescere degnamente nella nostra società.

DRY ICE!!! - Ciao bambini e bambine! Vi siete sempre chiesti come costruire una piccola bomba di ghiaccio secco, magari da poter comodamente utilizzare allo stadio quando, a tredici anni, combatterete contro il sistema marcio? Basta prendere il nostro scatolone fabbricone - mi raccomando, le forbici con la punta arrotondata! -, comprare del ghiaccio secco (attenzione, brucia! Fatevi aiutare dalla mamma, o comunque da un adulto) e poi  ascoltate attentamente le istruzioni di Otto l'orsacchiotto dell'Albero Azzurro. Oppure, se proprio ghiaccio secco non potete trovarne, gettatevi sulla cara vecchia elettronica, seguendo i consigli di Zorba la Zanzara! E ricordate che potrete acquistare tutto l'occorrente, dalle pile al motorino, comodamente dal ferramenta sotto casa. Però mi raccomando alle forbici: potrebbero essere pericolose!

[stacco: clip della durata di due minuti che mostra bambini piccoli dire "ciao" alla mamma ripresi col grandangolo. Segue serie animata "La macchinina gialla", prodotta in Francia, che da questa settimana sostituisce Heidi. La storia del celebre cartone è giudicata infatti troppo drammatica, senza contare la richiesta di chiarimenti redatta dall'On. Volontè circa la situazione di "coppia di fatto" che intercorrerebbe fra il nonno e la capretta palladineve. Il cartoon è quindi giudicato preventivamente non adatto ad un pubblico di minori]

BUON 2008! - E adesso che si avvicinano le feste, bambini? Che cosa fare di tutti quei palloni di Maradona inutilizzati che rimangono sul tavolo del cenone? Non sta bene buttarli via, ma assieme a Dodò possiamo scoprire un modo
creativo di riutilizzarli! Prendete lo scatolone fabbricone e le polverine che vi saranno indicate nel video e riscaldate l'atmosfera come se fosse ancora Natale! State attenti, però: se decidete di buttare le bombe dal balcone per festeggiare il nuovo anno, fatelo solo mirando ad angoli bui e isolati, così non colpirete nessuno. O al massimo, qualche barbone, cioè nessuno in ogni caso!

[stacco: clip di bambini che si vogliono bene - o i delinquentelli all'ascolto 'faranno atti di bullismo' e forse - addirittura - li 'metteranno su youtube'. Segue cartone animato tailandese "Il sassolino", che da questa settimana sostituirà nella normale programmazione "Anna dai capelli rossi" per due motivi: il primo è l'evidente lascivia pubblicizzata senza ritegno, il secondo la constatazione che ormai l'avevano vista anche i bambini che dovranno nascere nel 2099. Fine]

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permalink | inviato da loska il 4/12/2007 alle 10:59 | Versione per la stampa

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30 novembre 2007
Domani è un altro giorno

di Loska 


erte volte gli esseri umani, in virtù di un preconcetto, sono talmente paraocchiuti da passare sopra le più elementari regole umanitarie. E' successo in America, dove sta prendendo piede un'emergenza sociale relativa all'immigrazione che rischia seriamente di provocare delle tragedie: si tratta del numero sempre più alto di famiglie separate dalle leggi sull'immigrazione statunitensi. In pratica, e questo è l'esempio più terribile di quel che può arrivare a fare la burocrazia, se una donna viene scoperta dagli agenti dell'immigrazione viene allontanata, ma il suo figlio di pochi mesi, poichè nato in America e quindi cittadino degli Stati Uniti, non può essere espulso. Il caso è scoppiato quando una donna delle Honduras, Saìda Umaznor, 26 anni - immigrata clandestina - è stata arrestata e costretta ad affidare le sue due figlie di cui una ha appunto 9 mesi, agli assistenti sociali.

LA LEGGE - Il concetto, di per sè, non è nemmeno sbagliato: la ratio è che i figli "non paghino" il peccato dei genitori, e che un cittadino americano non possa essere cacciato dalla propria terra per "colpe" non sue. Anche se, nei fatti, si tratta di una barbarie: la Umaznor, ad esempio, allattava la figlia tremando mentre gli agenti le perquisivano casa. Ed è anche per questo che molte associazioni americane hanno alzato la voce, dicendo che non si può - a causa della legge - contravvenire ai più basilari principi di umanità. Questa è un'ovvietà, tanto che per il caso Umaznor gli stessi agenti sono stati "redarguiti" dai propri superiori, i quali hanno loro chiesto una certa elasticità d'applicazione consentendo alle novelle puerpere di rimanere, a meno di casi di grave pericolo per la nazione. Soprattutto perchè molte cittadine unite in un'associazione per la difesa della salute delle donne avevano inviato infuocate lettere di protesta all'indirizzo di Julie L. Myers, capo dell'ufficio immigrazione.

MORALE DELLA FAVOLA? - Se quindi, da una parte, sembra aver per il momento vinto la protesta dei cittadini a favore di una più comprensiva umanità da parte di chi deve applicare la legge, c'è un risvolto, un lato della medaglia, che lascia perplessi. Perchè per ogni giusto - usando un linguaggio consono a quella cultura del perdono e dell'amore a cui gli americani professano di tener fede - ci sono purtroppo molte persone che così tolleranti proprio non sono. Come Ira Mehlman, portavoce della
Federation for American Immigration Reform, un'associazione che fa capo ai gruppi che chiedono un freno all'immigrazione (non clandestina, sia chiaro, all'immigrazione e basta). La donna ha dichiarato: "I bambini non sono scudi umani. Non si vuole far male ai figli di nessuno, ma ogni volta che i genitori infrangono la legge, questo ha delle conseguenze sui loro figli". Come, ricordate?, i bei vecchi tempi, quando c'erano gli schiavi e la colpa della loro condizione - essere schiavi - ricadeva sui loro figli, e sui figli dei figli, e così via.

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30 novembre 2007
Rappin' the casbah!

di Loska 


he shareef don't like it /Rappin' the casbah rap the casbah". Si potrebbero parafrasare i The Clash per parlare di quanto stia accadendo in Iran oggi, dove gli ayatollah continuano a combattere contro l'invasione della decadenza morale e di costume occidentale senza sosta. Questi eroi dell'integerrimo hanno messo a segno un duro colpo contro i "cani infedeli" (così come sono spesso, simpaticamente, definiti): potrebbe infatti essere vietato ai giovani iraniani l'ascolto del genere musicale del Rap, non perchè sia illegale in sè - puntualizzano i burocrati della religione - "ma i testi sono osceni". Ora, effettivamente molti dei testi di simili canzoni sono osceni, e non per l'uso spasmodico del turpiloquio, ma per l'estrema cretineria dei concetti trasmessi in sè (basti pensare al Rap nostrano, per dirne una). Ma che a vietarlo sia un gruppo di fanatici e che il risultato di questo sia rendere il Rap l'ennesimo martire di una battaglia idiota, col rischio che ascoltare Mondomarcio finisca con l'essere addirittura un atto di anarchia contro il sistema, beh questo è ridicolo.

UN PRESIDENTE BLOGGER - Oltretutto, l'Iran è già bello che Occidentalizzato da un po'.
A parte i festini in case private e i dischi rap al mercato nero, anche il demone di internet si sta facendo strada nello Stato dei costumi integerrimi. Tanto che addirittura il presidentissimo Mahmud Ahmadinejad ha aperto il proprio blog, anche se lo aggiorna con una cadenza abbastanza scarsa (tutto preso come sarà a trovare le prove che l'Olocausto non è mai esistito). Infatti, nel suo ultimo post dal titolo "To read or to write, that is the question!" (che uomo), il nostro Mahmud si discolpa dicendo che passa ben 15 minuti alla settimana sul blog, ma ovviamente se gli tocca leggere i commenti non ha più tempo per scrivere. Un bel grattacapo, in effetti, ma i commenti potrebbe anche non leggerli, o leggerne due per tutti: dopotutto sono uguali. La fenomenologia dei commentatori di Ahmadinejad prevede due tipi di feedback all'operato del Presidentissimo. Della prima tipologia (il denigratore dell'Uomo Giusto) fa parte, ad esempio, l'americano Yao Ming, che scrive al presidente "You are a nigger". Povera vittima, Ahmadinejad, insultato da un razzista americano senza motivo. E minacciato ("You are a terrible, despicable human being. You WILL be attacked by the US or Israel and will be destroyed!") perchè voce libera. Questo ci collega al secondo tipo di commentatori (tipo chi ha compreso il ruolo del Messia), che sono la maggioranza: da ogni parte del mondo, anche la gomorra USA, stuoli di uomini liberi ringraziano Ahmadinejad per il ruolo che ricopre nel processo di Pace Mondiale. "Mr. President Allow me to express my admiration for your policy", gli scrivono, "We will support you!". Ma il migliore è questo: "I admire you, Mr. President!. as a journalist I dont believe any of the information published or broadcasted by the U.S. or any otther ally country".

UNA CRAVATTA, PRESTO!!! - Vista la situazione, torna d'attualità la campagna sociale lanciata lo scorso maggio da questo blog: "Regaliamo una cravatta ad Ahmadinejad". Oggi più che mai l'invidia di Ahmadinejad per tutto quel che è Occidente (attenzione: non solo della civiltà, o dei Mc Donald's: lui invidia pure insabbiamenti, stampa deviata, etc) ci porta a considerare come necessario aprire le sottoscrizioni ancora una volta: regaliamo una cravatta ad Ahmadinehad. "Siamo sicuri che questo possa essere un primo, fondamentale passo per rendere il ragazzo un po' più tranquillo. Lui non è cattivo, davvero. E' il suo stilista che lo disegna così."

[Per aderire all'iniziativa, prelevate il bannerino animato nel post]

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