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27 novembre 2007
I fatti dimenticati

di Cristian Corrini 


l 4 Ottobre la Procura della Repubblica di Brescia ha chiesto il rinvio a giudizio per concorso in strage (quella del 28 maggio 1974 in piazza della Loggia) di Pino Rauti, ex segretario nazionale del Movimento sociale italiano, e del generale dei carabinieri Francesco Delfino. Nella stessa inchiesta Gaetano Pecorella (parlamentare di Forza Italia e presidente della commissione giustizia della Camera, ex avvocato di Delfo Zorzi nel processo) è indagato per favoreggiamento. Dico ex perchè il Gip di Brescia ha sospeso Pecorella dopo la registrazione del suo nome nel registro degli indagati, evidentemente "incompatibile" con la difesa di Zorzi

SECONDO LOTTO - Mario Landolfi (coordinatore di AN in Campania, parlamentare e presidente della commissione vigilanza della Rai)  è indagato in un'inchiesta che riguarda i rapporti tra politica, imprenditoria e camorra nell'ambito dello smaltimento dei rifiuti. Accusa ipotizzata: concorso in corruzione e truffa aggravati dal favoreggiamento camorristico. Bush, o chi per lui, ha chiesto un finanziamento extra di 46 miliardi di dollari, da aggiungere ai 150 già approvati per l'anno fiscale 2007, necessari a portare avanti la guerra in Iraq e in Afghanistan. Dall'11 settembre 2001 sono più di 800 miliardi i dollari "investiti" in spese militari. L'Italia, per non sembrare in controtendenza con politica estera degli Stati Uniti, vota in massa (Cosa Rossa compresa) un rifinanziamento per le missioni militari per il 2008 di 23,5 miliardi di euro. Ma per il futuro possiamo stare tranqulli: in cantiere ci sono investimenti per le fregate Freem (fregate multimissione europee ), intercettatori Eurofighter , F-35 (aerei monomotore da combattimento con stive anche per ordigni nucleari) da 110 milioni a pezzo e satelliti spia. Pronti per la missione di pace in Iran?
Giovanni Luperi, uno dei poliziotti indagati per la Diaz è stato promosso: assumerà l'incarico di Capo del Dipartimento Analisi dell'Aisi, l'Agenzia per l'informazione e la sicurezza interna. Che mi pare la giusta ricompensa per "quello delle molotov".

TERZO LOTTO - L'autostrada Milano-Brescia la costruisce la BreBeMi. Nella BreBeMi c'è Tristano Testa, consigliere d'amministrazione,  socio al 50% con Antonio Di Pietro di un'immobiliare con sede a Varna. Antonio Di Pietro firma con Roberto Formigoni l'atto costitutivo della Cal (Concessioni Autostradali Lombarde) l'organismo che ha dato alla BreBeMi la concessione per costruire l'autostrada. C'è chi dice (Ezio Locatelli, deputato di Rifondazione comunista) che "prima delle elezioni Di Pietro era assolutamente contrario a quest'autostrada. Oggi è impegnatissimo a veicolare tutte le peggiori opere previste dal Piano Lunardi in Lombardia, in stretto rapporto con Formigoni". 

VOCI LIBERE! - Ma per fortuna, in questo panorama giornalistico dove le notizie scompaiono, c'è una luce, un punto fermo per chi ha voglia di informarsi. Marco Travaglio, quello dei fatti. Ad esempio nella sua rubrica per L'espresso ,"Signornò", Travaglio ci insegna che il partito dei comunisti Italiani nacque nel 1995, per non far cadere il governo Dini

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8 novembre 2007
Nulla di scandaloso e dintorni

di Cristian Corrini 


i perdoneranno i lettori se dedico ancora spazio all'opinionista di destra Marco Travaglio, ma il suo "Quo vadis, Tonino?" (L'unità, 2 novembre 2007) va necessariamente commentato. Travaglio, che proprio dal blog di Tonino ci aveva fatto sapere che avrebbe votato per l'IDV alle politiche 2006, imita goffamente il suo maestro Montanelli -autore di svariate letterine ad personam: per Andreotti "Il giudice e la piazza" La Voce 15 febbraio 1995; per Prodi "Caro Prodi, batta qualche colpo in più" La Voce, 24 febbraio 1995; fino a Di Pietro stesso "Caro Tonino, lascia stare "la gente"" La Voce, 24 marzo 1995-, dettando a Di Pietro la politica da perseguire, e i modi per comunicarla agli elettori. Applausi. Poi le perle: "Il No alla commissione sul G-8, in sé, non è nulla di scandaloso" e "in Italia le commissioni parlamentari d’inchiesta sono enti inutili, anzi dannosi,non essendo mai servite a nulla, se non a produrre verità di maggioranza e di minoranza (cioè balle di partito), a insabbiare le colpe dei nemici e a esaltare i meriti degli amici, a confondere le idee anche a quei pochi che pensano di averle chiare".

INSABBIATORI - Rispetto alla Commissione d'inchiesta sul G8 evito di dilungarmi, si è già
scritto molto e sono convinto che le parole di Travaglio, oltre che immotivate, siano offensive e garantiscano impunità per quelli che a Genova le violenze le hanno create e fomentate. Inutile poi che faccia il maestrino moralizzatore con Polito ad Annozero, rimproverandogli di aver preso in giro gli elettori ("ma lei si rende conto..."), dopo che l'ex direttore de Il RIformista aveva manifestato una certa superficialità parlando del programma come "solo una linea da seguire", se poi a Di Pietro sono permessi sconti perchè "diciamoci la verità, questa commissione non la voleva nessuno".E'  la proverbiale coerenza di Travaglio. Dunque secondo Travaglio: Sergio Flamigni,Tina  Anselmi o Giovanni Pellegrino,  (e gli storici e gli studiosi che hanno fatto e fanno da consulenti) sono tutti degli insabbiatori messi lì a produrre balle di partito, oltre che a confondere le idee a chi credeva di averle chiare. Tipo lui, evidentemente. Ma allora tutte le commisioni parlamentari antimafia non sono servite a niente, le commissioni stragi, quella sulla loggia P2, quella sull'"armadio della vergogna", la commissione Moro. Niente è servito, nemmeno a ricostruire dei passaggi, nemmeno per spiegare storicamente degli episodi. Oh, se lo dice Travaglio sarà bene crederci, per carità. Però noi, a titolo puramente informativo, leggiamo qualche esempio.

CANTAMI, O DIVO - Davanti alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla P2, Andreotti nega un incontro con Francesco Pazienza, nel periodo in cui si aveva il timore che Sindona, sentendosi abbandonato, cominciasse a parlare dei suoi rapporti con Andreotti. Nega il divo Giulio, addirittura dice di non conoscere Pazienza [CpiP2, resoconti stenografici, volume 6 pag. 771], fatto smentito dagli atti del processo della Strage di Bologna - l'incontro risulterà segnato sull'agenda di Pazienza - e in più un altro incontro Andreotti-Pazienza verrà confermato dal giornalista democristiano Placido Macrì [CpiP2, volume 3, tomo 18, pag.341]. Ancora: il 6 Giugno 1982 l'allora sottosegretario al tesoro Giuseppe Pisanu risponde in parlamento alle interrogazioni sulle allarmanti condizioni dell'Ambrosiano: ma a detta dell'onorevole Pisanu, la banca piduista sta benone. Dirà
Angelo Rizzoli: "A proposito dell'Andino (banca dell'Ambrosiano), Calvi disse a me e a Tassan Din che il discorso dell'onorevole Pisanu in parlamento l'aveva fatto fare lui. Qualcuno mi disse che per quel discorso Pisanu aveva preso 800 milioni da Flavio CArboni" [CpiP2, volume 3 , tomo 13, pag. 478]. Sul periodo durante il quale Carboni si accredita presso Calvi quale socio del piduista Silvio Berlusconi, Pazienza dirà: "Berlusconi era definito con parole di grande elogio da parte di Carboni, tant'è vero che un giorno, credo alla vigilia, il giorno prima che Calvi arrivasse in Sardegna, Carboni venne con il braccio destro di Berlusconi (che non mi ricordo come si chiami, cioè il direttore finanziario di Berlusconi), il quale mi disse che, una volta arrivato Calvi, Berlusconi sarebbe potuto venire immediatamente in Sardegna anche perchè la barca di 22 metri che Carboni aveva era posseduta al 50% ciascuno da lui e Berlusconi".[CpiP2, resoconti stenografici, volume 8, pagina 18]. Se serve altro, invitiamo Travaglio a visitare l'Archivio Flamigni, dell'insabbiatore Flamigni. Così, tanto per farsi un'idea della gente che diffama.

p.s.
Alla lettera di Travaglio risponde Di Pietro, in lacrime, ringraziando l'amico e giornalista "forse rovinandomi la digestione, ma certamente aprendomi gli occhi e di questo la ringrazio". E Travaglio, ormai in erezione evidente chiude "Non capita tutti i giorni che un ministro risponda alle critiche di un giornale. E non capita quasi mai che lo faccia per dire ho sbagliato. Da cittadino, gliene sono grato. E credo che gliene siano grati anche i lettori e gli elettori. ". Sì. Siamo grati a entrambi, ora è tutto più chiaro.

vignette di Andrea Pazienza

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17 ottobre 2007
Squadrismi

di Cristian Corrini 


overo Travaglio.  Da quando ha smesso di fare il cronista, e ha cominciato a fare l'opinionista tuttologo, colleziona uno svarione dopo l'altro. E il suo ultimo post sul blog voglioscendere ne è la prova eclatante. Dopo essere stato smentito "de facto" dal giornalista  D'Avanzo in riferimento a separazione delle carriere e temporaneità degli  incarichi direttivi, Travaglio torna a scrivere del suo argomento preferito, i condannati in parlamento. E conclude con la retorica sempliciotta che lo contraddistigue: "Nessuno nella confusione, nemmeno Di Pietro, ha ricordato che è vero, c’è reato e reato, ma chi viola le leggi dello Stato non può scrivere le leggi  dello Stato. Nessuno ha ricordato che l’articolo 54 della Costituzione recita: "I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore". A che cosa s’è ridotto l’onore di questi signori, se lo strattonano di qua e di là con scuse balzane come  "reati minori"? E se non provano alcuna vergogna nel sedere a fianco di chi  ha violato le leggi che ha fatto? I reati non si commettono, punto e basta.  Tantopiù se si siede in Parlamento e si legifera su quali siano i reati e su come punirli."

IN SOLDONI - Quindi,a sentire Travaglio, chi commette un reato, qualsiasi reato, non può fare il  politico,  tantomeno legiferare. Dato che citava la Costituzione poteva anche dirci cosa recitava l'art.27 secondo comma, oppure parlarci della ratio della pena in generale, o dell'art. 21 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Ma a parte l'errore di principio che Travaglio commette dicendo che "chi viola le leggi dello Stato non può scrivere le leggi dello Stato", il paladino vaneggia anche de facto. E noi, siccome "i reati non si commettono punto e basta" facciamo qualche esempio di reato che secondo Travaglio dovrebbe impedire la carriera politica di chiunque: 588 c.p.Rissa, 612 c.p. Minaccia; 637 c.p. Ingresso abusivo nel fondo altrui, 639 c.p. Deturpamento e imbrattamento di cose altrui; 636 c.p.Introduzione e abbandono di animali nel fondo altrui e pascolo abusivo. E giacchè reati sono anche le contravvenzioni, possiamo continuare a interdire le persone per: 654 c.p. Grida o manifestazioni sediziose; 655 c.p. Adunata sediziosa (Chiunque fa parte di una radunata sediziosa di dieci o più persone è punito per il solo fatto della partecipazione per l'arresto fino a un anno); 659 c.p. Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone; 664 c.p.Distruzione o deterioramento di affissioni (Chiunque stacca, lacera o rende comunque inservibili o illeggibili scritti o disegni fatti affiggere dalle Autorità civili o da quelle Ecclesiastiche, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 77 a 464 E) 668 c.p. Rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive.

LA DURA REALTA' - ...e si potrebbe continuare all'infinito. Qualcuno di voi avrebbe dei problemi a votare qualcuno (se eleggibile) che abbia commesso uno (o tutti?) questi reati? Io no. In diversi periodi storici persone  che oggi consideriamo rivoluzionarie, fondamentali per l'evoluzione della democrazia, leader del pacifismo, erano considerati criminali, fuori legge (disobbedienza civile, do you remember?). Chi scrive non ama vedere in Parlamento Dell'Utri, Berlusconi, Andreotti, e tanti altri, non amo vedere lì molta gente (anche a sinistra, che ho votato e continuerò a votare). Però sono consapevole che questi politici sono espressione di un elettorato che si rispecchia il loro: Forza Italia è ancora il primo partito di maggioranza relativa, Dell'Utri nonostante le sue condanne (di cui quella gravissima in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa) è uno dei politici più amati dai giovani. Sono consapevole che c'è una divisione dei poteri e la rispetto, che la pena è inflitta dal giudice e l'interdizione dai pubblici uffici la infligge il giudice, non una legge ad personam incostituzionale in più punti. Se si pensa di cambiare un Paese escludendo dal parlamento 25 persone si vaneggia. Si dovrebbe cambiare culturalmente tutti noi, e non per decreto.

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